Maria Reijersbergen
Il combattimento tra la Caroline e la Maria Reijersbergen a Batavia il 18 ottobre 1806
Descrizione generale
TipoFregata
Proprietà Repubblica Batava
Royal Navy
Varo1800
Destino finaleaffondata per naufragio nel febbraio 1807
Caratteristiche generali
Dislocamento850 t bm[1]
Propulsione3 alberi a vela
Equipaggio280
Armamento
Artiglieria36[1]
dati tratti da Dutch Fifth Rate frigate 'Maria Reijersbergen' (1800)[2]
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La Maria Reijersbergen era una fregata da 36 cannoni in servizio nella marina olandese tra il 1800 e il 1806, e poi nella Royal Navy britannica con il nome di HMS Java prestandovi servizio sino al febbraio 1807, data del suo naufragio al largo del Madagascar.[2]

Storia

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Realizzata per conto dell'Ammiragliato di Amsterdam presso il cantiere navale di Amsterdam nei Paesi Bassi, venne varata nel 1800, entrando in servizio con il nome di Maria Reijersbergen.[2] L'armamento era composto da 36 cannoni.[2] Nel 1806 la nave era di stanza nelle Indie orientali olandesi.[2]

La cattura

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Nell'aprile 1806 il comando della fregata da 32 Caroline fu assunto dal captain Peter Rainier, che all'epoca della nomina aveva solo vent'anni.[3]

Il 18 ottobre di quell'anno, mentre pattugliava la costa di Batavia, la Caroline catturò un piccolo brigantino olandese, il cui equipaggio informò Rainier che la fregata Phoenix era in riparazione e vulnerabile nelle vicinanze.[3] Il capitano decise di attirarla fuori, ma durante l'avvicinamento fu avvistato da due piccole navi da guerra.[3] La Caroline catturò quindi il brigantino Zeerop, armato con 14 cannoni, senza aprire il fuoco, mentre l'altra nave riuscì a fuggire costeggiando la riva. [3] La Phoenix approfittò del ritardo per dirigersi verso il porto ben difeso di Batavia.[3] Mentre era all'inseguimento della Phoenix, la Caroline avvistò all'ancora nella rada di Batavia la fregata da 36 cannoni Maria Reijersbergen insieme a tre navi da guerra più piccole.[3] Pur trovandosi di fronte a una forza nettamente superiore, che poteva contare sull'aiuto delle cannoniere del porto, Rainier si diresse immediatamente verso la Maria Reijersbergen.[3] Lo scontro continuò per circa trenta minuti, e poi il vicecomandante della Maria Reijersbergen, capitano Claas Jager che era al comando ammainò alla bandiera.[3] Gli inglesi subirono solo tre morti e diciotto feriti, mentre gli olandesi riportarono oltre cinquanta perdite.[3] Le acque poco profonde non permisero alla Caroline di attaccare in sicurezza le altre navi, ma queste, insieme ad altre sei navi mercantili, si arenarono comunque per sfuggire alla cattura.[3] L'unità olandese fu poi incorporata nella Royal Navy come HMS Java, posta al comando del capitano George Pigot.[4]

L'ultima missione

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Il vascello Blenheim e la fregata Java colpite da un uragano nel febbraio 1807. Dipinto di Thomas Buttersworth.

Il vascello da 74 cannoni Blenheim, al comando del capitano Austin Bissell, e su cui alzava la sua insegna il contrammiraglio Sir Thomas Troubridge lasciò Madras il 12 gennaio 1807, in compagnia dello sloop-of-war Harrier (capitano Justice Finley) e della fregata da 32 cannoni Java (capitano George Pigot), quest'ultima catturata di recente agli olandesi.[5] Sia il Comandante in Capo delle Indie Orientali, Edward Pellew, che il capitano Bissell avevano avvertito Troubridge di trasferire la sua bandiera su un'altra nave, a causa delle pessime condizioni in cui si trovava il Blenheim, ma ricevettero un netto rifiuto.[6] Troubridge disse provocatoriamente a Bissell che se voleva, poteva sbarcare.[6] Incapace di scalfire la fiducia di Troubridge, Bissell scrisse un'ultima lettera alla moglie prima di salpare, convinto che la nave sarebbe affondata.[6]

Le due unità piu grandi si separarono dall'Harrier durante una burrasca il 5 febbraio 1807.[6] Quando lo Harrier le vide per l'ultima volta a 22°44'S 66°11'E, entrambe le unità stavano issando segnali di soccorso.[7]

La fregata francese Sémillante riferì in seguito di aver visto il Blenheim al largo di Rodrigues durante una burrasca il 18 febbraio.[5] Un'altra fregata riferì in seguito a Calcutta che navi corrispondenti alle descrizioni del Blenheim e della Java erano state viste in difficoltà al largo di La Riunione dopo la burrasca, si erano fermate per riparazioni all'Île Sainte-Marie nel febbraio 1807 ed erano salpate di nuovo.[5][5] Non fu mai trovata alcuna ulteriore traccia delle navi, nonostante un'ampia ricerca condotta dal figlio di Troubridge, il capitano Edward Troubridge, a bordo della Greyhound e con la collaborazione dei francesi.[5] Si presume che Blenheim e Java siano naufragate da qualche parte al largo del Madagascar.[6] Si ipotizza che la Java sia andata perduta mentre cercava di salvare l'equipaggio della Blenheim che stava affondando. Circa 280 uomini persero la vita a bordo della Java e 590 a bordo del Blenheim.[7] Lo Harrier affondò nella stessa zona intorno al marzo 1909.[8]

Note

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  1. ^ a b Colledge, Warlow 2006, p. 179.
  2. ^ a b c d e Tree Decks.
  3. ^ a b c d e f g h i j Spink.
  4. ^ Tree Decks.
  5. ^ a b c d e Jones 1888, pp. 21.
  6. ^ a b c d e Terence Grocott, Shipwrecks of the Revolutionary and Napoleonic Eras, Stackpoole Books, Mechanicsburg, 1998.
  7. ^ a b Gossett 1986, p. 58.
  8. ^ Tree Decks.

Bibliografia

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  • (EN) J.J. Colledge e Ben Warlow, Ships of the Royal Navy: The Complete Record of all Fighting Ships of the Royal Navy, London, Chatham Publishing, 2006, ISBN 978-1-86176-281-8.
  • (EN) David J. Hepper, British Warship Losses in the Age of Sail, 1650–1859, Rotherfield, Jean Boudriot, 1994, ISBN 0-948864-30-3.
  • (EN) William James, The naval history of Great Britain, from the Declaration of War by France, in February 1793 to the Accession of George IV in January 1820, London, Harding, Lepard and Co., 1826.
  • (EN) William Patrick Gossett, The lost ships of the Royal Navy, 1793-1900, London, Mansell, 1986, ISBN 0-7201-1816-6.
  • (EN) William James, The Naval History of Great Britain, from the Declaration of War by France in 1793, to the Accession of George IV. Vol. 3, London, R. Bentley, 1886.
  • (EN) Terence Grocott, Shipwrecks of the Revolutionary and Napoleonic Eras, Mechanicsburg, Pennsylvania, Stackpoole, 1998.
  • (EN) Rif Winfield, British Warships in the Age of Sail 1793–1817: Design, Construction, Careers and Fates, Barnsley, Seaforth, 2007, ISBN 978-1-84415-717-4.
Periodici

Collegamenti esterni

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