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L'insufficienza pancreatica esocrina (EPI) è una condizione causata dalla secrezione o dall'attività ridotta o alterata del succo pancreatico e dei suoi enzimi digestivi, in particolare della lipasi pancreatica.[1]

Epidemiologia e storia

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La prevalenza della malattia nella popolazione è sconosciuta.[2]

Patogenesi

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Risulta comunemente associata a malattie esocrine del pancreas, rappresentando una manifestazione comune nelle fasi avanzate della pancreatite cronica. Tuttavia poiché la funzione pancreatica e la secrezione pancreatica non sono sinonimi, l'EPI può essere causata anche da malattie extrapancreatiche che influenzano i segnali regolatori e/o alterano la complessa interazione tra lipasi, cibo e succo duodenale.[2]

Prevalenza dell'EPI in presenza di divers condizioni cliniche[1]
Malattia Prevalenza dell'EPI Fattori associati
Pancreatite cronica 30 - 90% lunga durata della malattia

eziologia alcolica calcificazioni estese ostruzioni del dotto pancreatico

Pancreatite acuta pancreatite lieve: 15 - 20%

pancreatite grave: 30 - 40%

necrosi estesa (>30%)

eziologia alcolica

Pancreatite autoimmune 30 - 60% masse estese

calcificazioni estese

Tumore del pancreas non resecabile 20 - 60% localizzazione nella testa del pancreas

dimensioni del tumore ostruzione del dotto pancreatico coesistenza di pancreatite cronica

Neoplasie pancreatiche dopo intervento chirurgico duodenocefalopancreasectomia: 80 - 90%

pancreatectomia distale: 20 - 50%

intervento di Whipple

anastmosi gastropancreatica

Tumore benigno del pancreas (prima dell'intervento) 30 - 60% localizzazione nella testa del pancreas

dimensioni del tumore

ostruzione del dotto pancreatico

coesistenza di pancreatite cronica

Fibrosi cistica 80 - 90% mutazioni CFTR di classe I, II, III, VI
Sindrome di Shwachman–Diamond 80 - 90%
EPI con cause extrapancreatiche
Diabete di tipo I 30 - 50% fabbisogno elevato di insulina

scarso controllo glicemico insorgenza precoce del diabete

Diabete di tipo II 20 - 30% fabbisogno elevato di insulina

scarso controllo glicemico

prolungamento della malattia

Malattie infiammatorie intestinali colite ulcerosa: 10%

morbo di Crohn: 4%

riattivazione della malattia in caso di EPI temporanea

prolungamento della malattia pazienti chirurgici

Celiachia 5 - 80%
Trapianto intestinale pediatrico 10%
HIV 10 - 50% terapia retrovirale
Intervento chirurgico gastrointestinale gastrectomia totale/parziale: 40 - 80%

esofagectomia: 16%

resezione intestinale estesa

denervazione vagale

Sindrome di Sjogren 10 - 30%
Invecchiamento 15 - 30% > 80 anni
Fumo 10 - 20% uso di alcol
Terapia con analoghi della somatostatina 20%

Complicanze

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L'EPI) è correlata a un aumento del rischio di mortalità nei pazienti con pancreatite cronica a causa di tumori, infezioni ed eventi cardiovascolari.[3] Le forme meno gravi possono causare conseguenze subcliniche che potrebbero comunque avere un impatto significativo sullo stato nutrizionale del paziente.[4]

Clinica

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Segni e sintomi

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L'EPI può manifestarsi clinicamente con:[2][5]

La mal digestione evidente è associata a sintomi facilmente rilevabili, a un peggioramento della qualità della vita e al rischio di complicazioni significative dovute alla malnutrizione, come variazioni della densità ossea.[6]

Esami di laboratorio e strumentali

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L'approccio diagnostico può essere affrontato per valutare la mal digestione dei nutrienti o per quantificare specificamente la secrezione pancreatica esocrina. In generale si possono distinguere due categorie di test:[7][8]

  • diretti: misurano direttamente la produzione secretoria
  • indiretti: valutano le conseguenze dell'insufficienza esocrina, analizzando le variazioni quantitative delle secrezioni pancreatiche.

Nei pazienti affetti da pancreatite cronica, la colangiopancreatografia con risonanza magnetica (MRPC) è spesso eseguita come tecnica di imaging di secondo livello per analizzare il sistema dei dotti pancreatici, consentendo una valutazione semiquantitativa della funzione esocrina pancreatica quando combinata con l'iniezione di secretina.[9]

Test indiretti

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I test indiretti sono generalmente meno costosi e più facili da eseguire rispetto ai test funzionali diretti.[7][8] I test indiretti generalmente utilizzati sono:

Test diretti

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I test diretti sono quelli più utilizzati per la diagnosi, tuttavia, nonostante la buona sensibilità:

  • sono invasivi
  • sono dispendiosi sia in termini di tempo che di costi
  • non sono utili a monitorare la risposta alla terapia sostitutiva con enzimi pancreatici (PERT)
  • non sono standardizzati a causa della mancanza di consenso su protocolli
  • presentano ampie variazioni nei risultati
  • non sono ampiamente disponibili

Si basano sulla stimolazione del pancreas con colecistochinina o secretina e sulla raccolta di fluido duodenale per misurarne direttamente il contenuto secretorio (enzimi e bicarbonato). Tuttavia, non è chiaro quale sia la molecola che offre la sensibilità superiore per l'insufficienza pancreatica lieve. Studi che hanno valutato le prestazioni dei test diretti della funzione pancreatica in pazienti con pancreatite cronica confermata tramite imaging hanno dimostrato una sensibilità compresa tra il 72% e il 94%.[13]

Diagnosi precoce

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L'EPI dovrebbe essere sospettata, diagnosticata e trattata tempestivamente nei soggetti affetti da condizioni associati alla sua presenza e sintomi come gonfiore, fastidio addominale e carenze nutrizionali altrimenti non spiegabili.[14] La malattia dovrebbe essere presa in considerazione nei pazienti con condizioni cliniche a rischio moderato come le malattie duodenali (es. celiachia e morbo di Crohn), interventi chirurgici pregressi, diabete mellito di lunga durata e stati di ipersecrezione (es. sindrome di Zollinger-Ellison).[15]

Trattamento

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Trattamento farmacologico

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I farmaci vengono somministrati sottoforma di minimicrosfere enteriche (>2 mm) sensibili al pH per proteggere la lipasi dalla denaturazione causata dall'acido gastrico. Dal 2010 la FDA ha approvato diversi prodotti per la sostituzione degli enzimi pancreatici nel trattamento dell'EPI e tutti sono costituiti da estratti di pancreas suino[16] e sono a rilascio ritardato ed eccezione di una che, non essendo rivestita, deve essere utilizzata in combinazione con un inibitore della pompa protonica (PPI) per massimizzare l'attività nel duodeno.[17]

La maggior parte delle particelle in questi prodotti ha una dimensione di 1–1,5 mm, garantendo il libero passaggio attraverso il piloro insieme ai nutrienti. Una volta nel duodeno, il pH elevato permette il rilascio degli enzimi e la loro attivazione nel sito corretto per la digestione, dopo la dissoluzione del rivestimento enterico resistente agli acidi. Per questo motivo, gli enzimi dovrebbero essere assunti insieme ai pasti e agli spuntini per imitare la secrezione enzimatica postprandiale nei soggetti sani.[18]

I pazienti affetti da EPI dovrebbero essere monitorati e dovrebbero essere ottenute misurazioni di base dello stato nutrizionale (indice di massa corporea, valutazione della qualità della vita e livelli di vitamine liposolubili). Una scansione iniziale con assorbimetria a raggi X a doppia energia dovrebbe essere effettuata e ripetuta ogni 1-2 anni.[15]

Note

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  1. ^ a b c d (EN) Capurso G, Traini M, Piciucchi M, Signoretti M, Arcidiacono PG., Exocrine pancreatic insufficiency: prevalence, diagnosis, and management., in Clin Exp Gastroenterol., n. 12, 21 marzo 2019, pp. 129-139, DOI:10.2147/CEG.S168266, PMID 30962702.
  2. ^ a b c (EN) Chris E. Forsmark, Diagnosis and Management of Exocrine Pancreatic Insufficiency, in Current Treatment Options in Gastroenterology, vol. 16, n. 3, 2018-09, pp. 306–315, DOI:10.1007/s11938-018-0186-y. URL consultato il 29 maggio 2025.
  3. ^ (EN) Daniel de la Iglesia-Garcia, Nicolau Vallejo-Senra e Julio Iglesias-Garcia, Increased Risk of Mortality Associated With Pancreatic Exocrine Insufficiency in Patients With Chronic Pancreatitis, in Journal of Clinical Gastroenterology, vol. 52, n. 8, 2018-09, pp. e63–e72, DOI:10.1097/MCG.0000000000000917. URL consultato il 29 maggio 2025.
  4. ^ (EN) Emma Martínez-Moneo, Serena Stigliano e Aleksandra Hedström, Deficiency of fat-soluble vitamins in chronic pancreatitis: A systematic review and meta-analysis, in Pancreatology, vol. 16, n. 6, 2016-11, pp. 988–994, DOI:10.1016/j.pan.2016.09.008. URL consultato il 29 maggio 2025.
  5. ^ (EN) J Matthias Löhr, Enrique Dominguez‐Munoz e Jonas Rosendahl, United European Gastroenterology evidence‐based guidelines for the diagnosis and therapy of chronic pancreatitis (HaPanEU), in United European Gastroenterology Journal, vol. 5, n. 2, 2017-03, pp. 153–199, DOI:10.1177/2050640616684695. URL consultato il 29 maggio 2025.
  6. ^ (EN) Serena Stigliano, Alexander Waldthaler e Emma Martinez-Moneo, Vitamins D and K as Factors Associated with Osteopathy in Chronic Pancreatitis: A Prospective Multicentre Study (P-BONE Study), in Clinical and Translational Gastroenterology, vol. 9, n. 10, 2018-10, pp. e197, DOI:10.1038/s41424-018-0066-8. URL consultato il 29 maggio 2025.
  7. ^ a b (EN) J. Enrique Domínguez Muñoz, Diagnosis of chronic pancreatitis: Functional testing, in Best Practice & Research Clinical Gastroenterology, vol. 24, n. 3, 2010-06, pp. 233–241, DOI:10.1016/j.bpg.2010.03.008. URL consultato il 29 maggio 2025.
  8. ^ a b (EN) R. S. Chowdhury e C. E. Forsmark, Pancreatic function testing, in Alimentary Pharmacology & Therapeutics, vol. 17, n. 6, 2003-03, pp. 733–750, DOI:10.1046/j.1365-2036.2003.01495.x. URL consultato il 29 maggio 2025.
  9. ^ (EN) Olivier Cappeliez, Myriam Delhaye e Jacques Devière, Chronic Pancreatitis: Evaluation of Pancreatic Exocrine Function with MR Pancreatography after Secretin Stimulation, in Radiology, vol. 215, n. 2, 2000-05, pp. 358–364, DOI:10.1148/radiology.215.2.r00ma10358. URL consultato il 29 maggio 2025.
  10. ^ (EN) Frank Ulrich Weiss, Christoph Budde e Markus M. Lerch, Specificity of a Polyclonal Fecal Elastase ELISA for CELA3, in Keping Xie (a cura di), PLOS ONE, vol. 11, n. 7, 26 luglio 2016, pp. e0159363, DOI:10.1371/journal.pone.0159363. URL consultato il 29 maggio 2025.
  11. ^ (EN) P. G. Lankisch, A. Schreiber e J. Otto, Pancreolauryl test: Evaluation of a tubeless pancreatic function test in comparison with other indirect and direct tests for exocrine pancreatic function, in Digestive Diseases and Sciences, vol. 28, n. 6, 1983-06, pp. 490–493, DOI:10.1007/BF01308149. URL consultato il 29 maggio 2025.
  12. ^ (EN) B Lembcke, B Braden e W F Caspary, Exocrine pancreatic insufficiency: accuracy and clinical value of the uniformly labelled 13C-Hiolein breath test., in Gut, vol. 39, n. 5, 1º novembre 1996, pp. 668–674, DOI:10.1136/gut.39.5.668. URL consultato il 29 maggio 2025.
  13. ^ (EN) A S Mee, A H Girdwood e E Walker, Comparison of the oral (PABA) pancreatic function test, the secretin-pancreozymin test and endoscopic retrograde pancreatography in chronic alcohol induced pancreatitis., in Gut, vol. 26, n. 11, 1º novembre 1985, pp. 1257–1262, DOI:10.1136/gut.26.11.1257. URL consultato il 29 maggio 2025.
  14. ^ Vikesh K Singh, Mark E Haupt e David E Geller, Less common etiologies of exocrine pancreatic insufficiency, in World Journal of Gastroenterology, vol. 23, n. 39, 21 ottobre 2017, pp. 7059–7076, DOI:10.3748/wjg.v23.i39.7059. URL consultato il 29 maggio 2025.
  15. ^ a b David C. Whitcomb, Anna M. Buchner e Chris E. Forsmark, AGA Clinical Practice Update on the Epidemiology, Evaluation, and Management of Exocrine Pancreatic Insufficiency: Expert Review, in Gastroenterology, vol. 165, n. 5, 2023-11, pp. 1292–1301, DOI:10.1053/j.gastro.2023.07.007. URL consultato il 29 maggio 2025.
  16. ^ In brief: pancreatic enzyme replacement. Med Lett Drugs Ther. 2017;59(1531):170.
  17. ^ (EN) Tony Trang, Pancreatic enzyme replacement therapy for pancreatic exocrine insufficiency in the 21 st century, in World Journal of Gastroenterology, vol. 20, n. 33, 2014, pp. 11467, DOI:10.3748/wjg.v20.i33.11467. URL consultato il 29 maggio 2025.
  18. ^ (EN) Janna W. Woestenenk, Cornelis K. van der Ent e Roderick H.J. Houwen, Pancreatic Enzyme Replacement Therapy and Coefficient of Fat Absorption in Children and Adolescents With Cystic Fibrosis, in Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, vol. 61, n. 3, 2015-09, pp. 355–360, DOI:10.1097/MPG.0000000000000784. URL consultato il 29 maggio 2025.
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