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Cromosomi eucarioti
Cromosomi eucarioti

Il cromosoma è una struttura formata da DNA impacchettato e associato a diverse proteine responsabile dell'immagazzinamento e della trasmissione dell'informazione genetica.[1]

I cromosomi si evidenziano come corpuscoli morfologicamente distinti durante la fase riproduttiva della cellula, quando le singole molecole di DNA che formano il genoma, dopo la loro autoreplicazione, aumentano la componente proteica e il grado di impacchettamento.[2][3] Comprendono centinaia o migliaia di geni e, grazie alla struttura fortemente compattata, la loro lunghezza è maggiore da 100 a 1000 volte di quella della cellula o del compartimento cellulare che li ospita.[4]

Il termine "cromosoma" deriva dal greco chroma che significa "colore", e soma che significa "corpo". Fu coniato nel 1889 dall'anatomista tedesco H. W. G. von Waldeyer-Hartz per denominare i corpuscoli evidenziati nelle cellule eucariotiche dalla colorazione con coloranti basici durante la divisione cellulare.[5][6]

Procarioti

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Rappresentazione di un batterio con DNA cromosomico e alcuni plasmidi.

I batteri possiedono generalmente un singolo cromosoma.[4] Alcuni batteri, come Vibrio[7], Brucella[8] e pochi altri,[9] ne hanno due. Tutti gli archei con genomi caratterizzati presentano un solo cromosoma[10] con H. marismortui come unica eccezione conosciuta.[11] I cromosomi procariotici circolari, una volta resi lineari mediante telomeri a forcina, rimangono stabili e pienamente funzionali.[12]

I cromosomi degli archei sono sempre circolari.[10] I cromosomi procariotici sono privi di centromeri oppure presentano i cosiddetti “centromeri plasmidici”, che non sono essenziali, con alcune eccezioni, come nel caso del Caulobacter.[13][14]

Il DNA procariotico appare “nudo”, poiché i nucleoidi isolati somigliano a un insieme di anelli di filo, tenuti insieme da un nucleo centrale di natura proteica.[15][16] Per conferire un certo ordine a questi anelli disorganizzati, i procarioti li intrecciano grazie a topoisomerasi specifiche, capaci di introdurre superavvolgimenti del DNA non vincolati. I procarioti mesofili utilizzano la DNA girasi per introdurre superavvolgimenti negativi, mentre quelli termofili impiegano invece la reverse girasi per generare superavvolgimenti positivi.[17]

Nei procarioti, la copia del DNA inizia quasi sempre da un solo punto preciso sul cromosoma da cui si forma una bolla di replicazione, cioè una zona dove il DNA si apre e viene duplicato. Ogni cromosoma procariotico ha di solito una sola di queste bolle per volta.[18] Alcuni archei fanno eccezione:, infatti in certi casi, il loro DNA può iniziare la duplicazione da tre o quattro punti diversi, invece che da uno solo.[19][20]

Le forcelle di replicazione si incontrano in una zona ben definita chiamata terminus dove si conclude la duplicazione. Attorno a questa zona ci sono dei "segnali di stop" che funzionano come una trappola a senso unico: le forcelle di replicazione possono entrare, ma non possono uscire. Questo meccanismo serve a controllare e completare la duplicazione in modo ordinato, evitando errori o sovrapposizioni.[21][22]

Nei procarioti, lo stesso cromosoma può iniziare la duplicazione del DNA più volte prima che la cellula si divida. Questo significa che alcune parti del DNA vengono copiate molte volte, mentre altre non sono ancora state duplicate. Il rapporto tra DNA duplicato e DNA non ancora copiato può arrivare fino a 8 a 1: per ogni parte non replicata, ce ne sono otto già pronte.[23][24] Il materiale genetico si separa man mano che viene copiato, senza bisogno di essere ulteriormente compattato.[25][26]

Eucarioti

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Disegno di un Cromosoma eucariote duplicato e in metafase (1) Cromatidio – una delle due parti identiche dopo la fase G2. (2) Centromero – il punto di contatto dei due cromatidi e dove si legano i microtubuli. (3) Braccio corto. (4) Braccio lungo

Le cellule eucariotiche possiedono più cromosomi per cariotipo (insieme completo di cromosomi), con un numero diploide tipico compreso tra 10 e 100.[27] Le due eccezioni documentate con un singolo cromosoma per set aploide sono il nematode P. equorum univalens[28] e la formica M. pilosula,[29] ma si tratta di casi davvero unici poiché anche i loro parenti più stretto presentano cariotipi con cromosomi multipli. I cromosomi delle cellule eucariote sono sempre lineari.[4] I cromosomi eucariotici sono sempre dotati di centromeri (singoli o multipli), ovvero punti di attacco per il fuso di segregazione.[30]

Le strutture principali della compattazione del DNA: DNA, nucleosoma, fibra da 10 nm ("collana di perle"), fibra da 30 nm, cromosoma in metafase.

Il DNA eucariotico è avvolto attorno a nucleosomi proteici e ulteriormente organizzato, grazie agli istoni e ad altre proteine, in una struttura a spirale toroidale costituita da “fibre da 30 nm”,[31][32] portando il rapporto in massa tra proteine basiche e DNA nella cromatina eucariotica a circa 1.[33]

Nei cromosomi delle cellule eucariotiche, la duplicazione del DNA non parte da un solo punto, ma da tanti punti diversi lungo il filamento. Questi punti si chiamano origini di replicazione e permettono alla cellula di copiare il DNA in modo più veloce ed efficiente. Ogni cromosoma può avere centinaia di queste "bolle di replicazione", che si aprono contemporaneamente e lavorano insieme per duplicare tutto il materiale genetico.[34] Nei cromosomi eucariotici non esistono zone precise dove si incontrano le forcelle di replicazione.[4]

I cromosomi eucariotici si duplicano una sola volta per ciclo cellulare. Durante la fase S (la fase in cui avviene la replicazione del DNA), ogni filamento viene copiato una sola volta.[35] Vengono separati solo dopo che il DNA è stato completamente copiato e ulteriormente compattato. Questa separazione avviene tutta insieme, in un unico momento, grazie a una struttura chiamata fuso mitotico composto da filamenti chiamati microtubuli, che si agganciano ai centromeri dei cromosomi e li tirano verso i due poli opposti della cellula, preparando la divisione cellulare.[36][37]

Esempi di organismi con un diverso numero di cromosomi[38]
Organismo Numero
di coppie di cromosomi (n)
Ploidia (numero delle serie di cromosomi) Tipo Dimensione (Mbps)
Mycoplasma genitalium 1 1 circolare 0,58
Escherichia coli K12 1 1 circolare 4,6
Agrobacterium tumefaciens 4 1 3 circolari
1 lineare
5,67
Sinorhizobium meliloti 3 1 circolare 6,7
Saccharomyces cerevisiae 16 1 o 2 lineare 12,1
Schizosaccharomyces pombe 3 1 o 2 lineare 12,5
Caenorhabditis elegans 6 2 lineare 97
Drosophila melanogaster 4 2 lineare 180
Tetrahymena termophila  m: 5
M: 225
 m: 2
M: 10-10000
lineare 220 (M)
Fugu rubripes 22 2 lineare 365
Mus musculus 19+X+Y 2 lineare 2500
Homo sapiens 22+(X o Y) 2 lineare 2900

Cromosomi umani

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Rappresentazione del cariotipo umano

Nell'essere umano vi sono 23 coppie di cromosomi che variano molto per dimensione e forma. Il cromosoma 1 è il più grande ed è tre volte più lungo del cromosoma 22 che è invece tra i più piccoli. La 23a coppia è composta da due cromosomi speciali, X e Y, che determinano il sesso (XX nelle femmine, XY nei maschi).[39]

I cromosomi possono essere suddivisi ulteriormente usando colorazioni speciali che creano delle strisce, chiamate “pattern di bande”. Ogni cromosoma ha un disegno di bande unico, e ogni banda è numerata per aiutare a identificare con precisione una determinata zona del cromosoma. Questo sistema permette di localizzare i geni all’interno di specifiche bande ed è conosciuto come mappatura citogenetica.[39]

#
Gruppo
Morfologia
Geni
Numero
di basi
Basi
determinate[40][41]
1 A Metacentrico di grandi dimensioni 2 968 245 203 898 218 712 898
2 A subMetacentrico di grandi dimensioni 2 288 243 315 028 237 043 673
3 A Metacentrico di grandi dimensioni 2 032 199 411 731 193 607 218
4 B Grande submetacentrico 1 297 191 610 523 186 580 523
5 B Grande submetacentrico 1 643 180 967 295 177 524 972
6 C Medio submetacentrico 1 963 170 740 541 166 880 540
7 C Medio submetacentrico 1 443 158 431 299 154 546 299
8 C Medio submetacentrico 1 127 145 908 738 141 694 337
9 C Medio submetacentrico 1 299 134 505 819 115 187 714
10 C Medio submetacentrico 1 440 135 480 874 130 710 865
11 C Medio submetacentrico 2 093 134 978 784 130 709 420
12 C Medio submetacentrico 1 652 133 464 434 129 328 332
13 D Acrocentrico 748 114 151 656 95 511 656
14 D Acrocentrico 1 098 105 311 216 87 191 216
15 D Acrocentrico 1 122 100 114 055 81 117 055
16 E Piccolo metacentrico 1 098 89 995 999 79 890 791
17 E Piccolo submetacentrico 1 576 81 691 216 77 480 855
18 E Piccolo submetacentrico 766 77 753 510 74 534 531
19 F Piccolo metacentrico 1 454 63 790 860 55 780 860
20 F Piccolo metacentrico 927 63 644 868 59 424 990
21 G Piccolo acrocentrico 303 46 976 537 33 924 742
22 G Piccolo acrocentrico 288 49 476 972 34 352 051
X C Medio submetacentrico 1 184 152 634 166 147 686 664
Y G Piccolo acrocentrico 231 50 961 097 22 761 097
Totali  32 040 3 070 521 116 2 832 183 299

Patologie cromosomiche

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Lo stesso argomento in dettaglio: Aberrazione cromosomica.

Un’anomalia cromosomica, o aberrazione cromosomica, è una condizione in cui uno o più cromosomi presentano alterazioni nella forma o nel numero. Queste modifiche possono riguardare sia i cromosomi autosomici (quelli non legati al sesso), sia i cromosomi sessuali (X e Y), oppure entrambi. Le anomalie cromosomiche sono spesso causate da errori nella divisione cellulare, che può avvenire durante la formazione dell’embrione, dopo la nascita o persino prima dell’impianto dell’embrione nell’utero. Questi errori possono avere conseguenze cliniche importanti, come:[42]

Note

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  1. ^ (EN) The International Union of Pure and Applied Chemistry (IUPAC), IUPAC - chromosome (C01077), su goldbook.iupac.org. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  2. ^ Cromosòma, su Treccani – Vocabolario on line.
  3. ^ Cromosomi, su chimica-online.it. URL consultato il 7 ottobre 2025.
  4. ^ a b c d (EN) Andrei Kuzminov, The Precarious Prokaryotic Chromosome, in Journal of Bacteriology, vol. 196, n. 10, 15 maggio 2014, pp. 1793–1806, DOI:10.1128/JB.00022-14. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  5. ^ Antonio Mingote e José Manuel Sánchez Ron, Viva la scienza, EDIZIONI DEDALO, 2012, ISBN 978-88-220-6831-6. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  6. ^ (EN) Chromosome - Etymology, Origin & Meaning, su etymonline. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  7. ^ (EN) Yoshiharu Yamaichi, Tetsuya Iida e Kwon-Sam Park, Physical and genetic map of the genome of Vibrio parahaemolyticus: presence of two chromosomes in Vibrio species, in Molecular Microbiology, vol. 31, n. 5, 1999, pp. 1513–1521, DOI:10.1046/j.1365-2958.1999.01296.x. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  8. ^ (EN) Estelle Jumas-Bilak, Sylvie Michaux-Charachon e Gisèle Bourg, Differences in chromosome number and genome rearrangements in the genus Brucella, in Molecular Microbiology, vol. 27, n. 1, 1998, pp. 99–106, DOI:10.1046/j.1365-2958.1998.00661.x. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  9. ^ A. J. Bendich e K. Drlica, Prokaryotic and eukaryotic chromosomes: what's the difference?, in BioEssays: News and Reviews in Molecular, Cellular and Developmental Biology, vol. 22, n. 5, 2000-05, pp. 481–486, DOI:10.1002/(SICI)1521-1878(200005)22:5<481::AID-BIES10>3.0.CO;2-T. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  10. ^ a b A. V. Mardanov e N. V. Ravin, The impact of genomics on research in diversity and evolution of archaea, in Biochemistry. Biokhimiia, vol. 77, n. 8, 2012-08, pp. 799–812, DOI:10.1134/S0006297912080019. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  11. ^ Nitin S. Baliga, Richard Bonneau e Marc T. Facciotti, Genome sequence of Haloarcula marismortui: a halophilic archaeon from the Dead Sea, in Genome Research, vol. 14, n. 11, 2004-11, pp. 2221–2234, DOI:10.1101/gr.2700304. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  12. ^ Tailin Cui, Naoki Moro-oka e Katsufumi Ohsumi, Escherichia coli with a linear genome, in EMBO reports, vol. 8, n. 2, 2007-02, pp. 181–187, DOI:10.1038/sj.embor.7400880. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  13. ^ Geoffrey C. Draper e James W. Gober, Bacterial chromosome segregation, in Annual Review of Microbiology, vol. 56, 2002, pp. 567–597, DOI:10.1146/annurev.micro.56.012302.160729. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  14. ^ Esteban Toro e Lucy Shapiro, Bacterial chromosome organization and segregation, in Cold Spring Harbor Perspectives in Biology, vol. 2, n. 2, 2010-02, pp. a000349, DOI:10.1101/cshperspect.a000349. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  15. ^ (EN) Lisa Postow, Christine D. Hardy e Javier Arsuaga, Topological domain structure of the Escherichia coli chromosome, in Genes & Development, vol. 18, n. 14, 15 luglio 2004, pp. 1766–1779, DOI:10.1101/gad.1207504. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  16. ^ Xindan Wang, Paula Montero Llopis e David Z. Rudner, Organization and segregation of bacterial chromosomes, in Nature Reviews. Genetics, vol. 14, n. 3, 2013-03, pp. 191–203, DOI:10.1038/nrg3375. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  17. ^ Patrick Forterre, Simonetta Gribaldo e Danièle Gadelle, Origin and evolution of DNA topoisomerases, in Biochimie, vol. 89, n. 4, 2007-04, pp. 427–446, DOI:10.1016/j.biochi.2006.12.009. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  18. ^ (EN) Natalia V. Sernova e Mikhail S. Gelfand, Identification of replication origins in prokaryotic genomes, in Briefings in Bioinformatics, vol. 9, n. 5, 2008-09, pp. 376–391, DOI:10.1093/bib/bbn031. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  19. ^ Magnus Lundgren, Anders Andersson e Lanming Chen, Three replication origins in Sulfolobus species: synchronous initiation of chromosome replication and asynchronous termination, in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 101, n. 18, 4 maggio 2004, pp. 7046–7051, DOI:10.1073/pnas.0400656101. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  20. ^ Erik A. Pelve, Ann-Christin Lindås e Anna Knöppel, Four chromosome replication origins in the archaeon Pyrobaculum calidifontis, in Molecular Microbiology, vol. 85, n. 5, 2012-09, pp. 986–995, DOI:10.1111/j.1365-2958.2012.08155.x. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  21. ^ Iain G. Duggin, R. Gerry Wake e Stephen D. Bell, The replication fork trap and termination of chromosome replication, in Molecular Microbiology, vol. 70, n. 6, 2008-12, pp. 1323–1333, DOI:10.1111/j.1365-2958.2008.06500.x. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  22. ^ Ekaterina V. Mirkin e Sergei M. Mirkin, Replication fork stalling at natural impediments, in Microbiology and molecular biology reviews: MMBR, vol. 71, n. 1, 2007-03, pp. 13–35, DOI:10.1128/MMBR.00030-06. URL consultato il 6 ottobre 2025.
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  38. ^ Gregory Schuler, Human Reference Sequence, su www.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 6 ottobre 2025 (archiviato il 1º aprile 2005).
  39. ^ a b (EN) National Center for Biotechnology Information (US), Chromosome Map, National Center for Biotechnology Information (US), 1998. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  40. ^ Il progetto genoma umano ha analizzato solo le regioni eucromatiche di ogni cromosoma. Per questo motivo non è nota con esattezza la composizione delle regioni telomeriche; si sa però che queste sono impiegate nella senescenza cellulare, centromeriche ed eterocromatiche in genere.
  41. ^ (EN) Human Genome Sequencing, su National Center for Biotechnology Information (NCBI). URL consultato il 24 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2002).
  42. ^ Daniel A. Queremel Milani e Prasanna Tadi, Genetics, Chromosome Abnormalities, StatPearls Publishing, 2025. URL consultato il 6 ottobre 2025.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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